domenica 31 luglio 2016

Epilazione: laser, luce pulsata, ago?

Epilazione: laser, luce pulsata, ago?

Epilazione: laser, luce pulsata, ago?

 
Ricordo ancora come fosse ieri quando vennero pubblicati i primi discutibili papers sull’utilizzo dei laser per rimuovere i peli.
Saranno passati ormai 17-18 anni.
Oggi la photoepilazione con laser o luce pulsata è ormai una pratica diffusa , con centinaia di papers scientifici, più o meno accurati, che ne hanno valutato l’efficacia , le controindicazioni, il meccanismo d’azione.
Si sa che scoprendo eventuali rimedi a problemi diffusi si apre un business enorme e la photoepilazione ha messo in moto un giro d’affari multimilionario.
Spesso accade che, purtroppo, più grande è il potenziale guadagno , più grande è il numero di ciarlatani, snake oil sellers, che ci si buttano.
Inoltre più è limitata la conoscenza scientifica o tecnicamente complessa la materia, al punto di risultare quasi incomprensibile per la maggioranza della popolazione, più grandi sono le frottole che alcuni raccontano.
Visto che sulla photoepilazione ce ne sarebbe fin troppo da raccontare cercherò di essere sintetico.
Il razionale
Il razionale scientifico della photoepilazione parte da una evidenza : l’epilazione ad ago, electrolysis, FUNZIONA.
In sostanza si sa che infilando un ago nell’alveo pilifero e scaldandolo, in genere con radiofrequenza, l’epilazione che si ottiene può essere definitiva o come sarebbe meglio dire :”permanente”.
Ancora oggi l’elettrolisi, cioè la depilazione ad ago è l’unica riconosciuta come rimozione permanente dalla FDA americana.
Il razionale della photoepilazione in sostanza utilizza l’idea di far diventare “caldo” il pelo all’interno dell’alveo pilifero. Visto che un corpo nero assorbe la luce e la trasforma in calore concettualmente la cosa potrebbe funzionare. Se poi la luce viene assorbita molto più dal pelo che dai tessuti circostanti si potrebbe ottenere una azione con dolore ed eventuali danni molto limitati . Per questo si parla di phototermolisi selettiva avendo individuato un range di lunghezze d’onda che scalderebbero i tessuti bersaglio, in particolare la melanina del pelo, più dei tessuti circostanti.
Purtroppo oltre a questa evidenza empirica, le conoscenze sui reali meccanismi d’azione dell’epilazione sono carenti e confuse.
Per anni si è pensato che i tessuti bersaglio fossero  solo quelli della papilla , oggi si pensa che un ruolo determinante ce l’abbia anche il bulge , quel rigonfiamento molto più vicino alla superficie della pelle. Il  bulge è considerato un vero e proprio serbatoio di cellule staminali dermiche.
Per anni si è parlato di termolisi , oggi si sa che in moltissimi casi con la photoepilazione l’area della papilla non raggiunge neppure i 47°.
Per anni si è considerato il ciclo vita del pelo composto da 3 fasi: anagen, catagen e telogen . Oggi si pensa che anche l’alveo pilifero vuoto possa sviluppare un nuovo pelo e che si possa parlare di una nuova fase nel ciclo vita, detta kenogen, .
Queste conoscenze parziali ed in divenire portano a concludere che all’attuale stato dell’arte la risposta ai trattamenti di epilazione è comunque soggettiva.

Phototermolisi selettiva

Spettro Assorbimento di diversi tessuti rispetto alla emissione di diverse sorgenti LASER
L’idea di utilizzare il laser o la luce per “colpire” alcuni tessuti anzichè altri precede le esperienze sulla photoepilazione. Nel paper del 1996 del Massachusetts General Hospital, che quasi come lo sparo dello starter fece schizzare la corsa alla photoepilazione, compare tra i firmatari Anderson RR che da tempo aveva studiato l’utilizzo del laser “come bisturi selettivo” . Molte delle conclusioni che sono state tratte da quella ricerca si sono rivelate nel tempo errate o non accurate, ma l’entusiasmo per le potenzialità della phototermolisi selettiva non è scemato.

Fatti o Miti ?
Visto che esisteva già una tecnologia e procedura per la rimozione permanente dei peli, l’epilazione ad ago che vantaggi avrebbe la photoepilazione ? Si devono ovviamente distinguere i vantaggi reali da quelli vantati senza fondamento, veri propri miti.

1- La photoepilazione è meno dolorosa della epilazione ad ago. FALSO.


L’epilazione ad ago, se ben fatta, non è particolarmente dolorosa, spesso non lo è per nulla. Ma comporta che questo minuscolo ago ( corto e sottilissimo ) venga infilato pelo per pelo.
La sola idea di farsi “sforacchiare” centinaia di volte spaventa la maggioranza dei potenziali fruitori del trattamento indipendentemente dal dolore reale che potrebbero provare.
Le tecnologie e procedure per ridurre il dolore in tutte le tecniche di epilazione attraverso il riscaldamento della papilla e dell’alveo pilifero tendono a comprometterne l’efficacia.
Questo semplice principio vale per la photoepilazione, ma anche per la electrolysis, dove si tende o si tendeva a ridurre la lunghezza dell’impulso in modo che fosse così breve da essere sotto la soglia della percezione del dolore ( nocicezione ). Nella photoepilazione un’altra tecnica è quella di apportare freddo sulla superficie della pelle, tecnica che va diametralmente contro lo scopo dell’impulso che è quello di trasferire calore appena sotto l’epidermide nell’area dell’alveo pilifero.
2- La photoepilazione è molto ( anche 30 volte ) più rapida dell’epilazione ad ago. VERO!
La electrolysis richiede tempi lunghi . Anche gli operatori più bravi ed esperti impiegano di media almeno 6-10 secondi a pelo ed i peli sono TANTI. Per epilare aree grandi e densamente ricoperte di peli sono necessarie molte sedute. Per trattamenti completi sul corpo si parla di 2 anni o più di lavoro.
La photoepilazione è molto ( anche 30 volte ) più rapida. Poi all’interno della photoepilazione esistono diverse possibilità dipendenti dalla superficie dell’area irradiata con il flash ( spot ).
Più grande è la superficie, alcune apparecchiature a luce pulsata IPL possono avere anche superfici di spot superiori ai 12 cm2, minore è il tempo necessario ad irradiare l’area da trattare.
Peccato che più grande è la superficie del singolo spot e più critico diventa il rapporto rischio/beneficio.
Ad esempio, semplificando molto , più grande è la superficie, più è difficile ridurre il dolore prodotto dal flash o più è probabile che a parità di fluenza ( energia/cm2) ci siano reazioni avverse: bruciature , discromie ecc…

3- Il laser epila meglio dell’IPL oppure il laser alexandrite epila meglio del laser a diodi. FALSO.

La capacità dei fotoni di trasferire energia ai tessuti bersaglio non dipende dalla provenienza.
Inoltre la lunghezza d’onda di un flash che può indurre la photoepilazione è all’interno di un range relativamente ampio.
Infatti indipendentemente dalla pubblicità dei vari produttori, vari test comparativi e vari paper scientifici indipendenti hanno mostrato che era possibile ottenere una epilazione duratura sia con flash a 690 nm ( come era il laser rubino utilizzato nelle primissime ricerche) sia con flash a 1060 nm ( come quelli erogati dai laser Nd-YAG).
A parità di fluenza (J/cm2), si hanno maggiori probabilità di ottenere una epilazione duratura ed una minore probabilità di reazioni avverse, se la massima energia del flash è compresa tra i 600 ed i 1100 nm.

4- L’epilazione fatta in uno studio-ambulatorio medico è più efficace. FALSO


Ustioni prodotte da LASER
Premesso che non mi risultano medici che pratichino la epilazione ad ago, quella con più alta probabilità di esiti positivi, l’efficacia della photoepilazione dipende moltissimo dalle apparecchiature adottate. Purtroppo nessuno controlla i valori effettivi di potenza, fluenza, durata di impulso pertanto ci si deve fidare dei dati forniti da produttori delle apparecchiature, non sempre affidabili.
Molte delle ricerche scientifiche condotte per valutare i risultati della photoepilazione sono inficiate dall’assenza di dati certi sui parametri fisici dei flash. D’altra parte i ricercatori erano dei medici e non degli ingegneri o dei fisici.

Ustioni prodotte da IPL
Un operatore esperto e competente è indispensabile per condurre al meglio un trattamento di photoepilazione , la laurea in medicina non comporta automaticamente che queste competenze ed esperienze ci siano.
Un relativo vantaggio nel eseguire un trattamento di photoepilazione presso uno studio medico sta nel fatto che in caso di reazioni avverse: ustioni, eritemi, discromie, ipertricosi ecc.. lo stesso medico che ha gestito il trattamento può prescrivere un rimedio farmacologico.
Per molti anni, in Italia, in un quadro di incertezza e pressapochismo normativo non si capiva se i laser potevano essere utilizzati anche dalle estetiste. Un apposito decreto legislativo ha finalmente chiarito che le estetiste possono utilizzare i laser per epilazione e ne ha definito i limiti di fluenza (40J/cm2) .

5- Le apparecchiature a luce pulsata, IPL, per uso domiciliare, non hanno la potenza per essere efficaci . FALSO

Anche lampade molto piccole possono erogare, su una superficie piccola, abbastanza energia per ottenere la photoepilazione o piccole ustioni.
Il vero problema delle apparecchiature IPL domiciliari, ma all’estero sono disponibili anche laser domiciliari, è che l’operatore non è una estetista o medico competente. Inoltre essendo apparecchiature che possono arrecare danni, anche gravi, per quanto mi riguarda, non dovrebbe proprio esserne consentita la commercializzazione.

6- La photoepilazione è definitiva. FALSO.

L’unico processo fisiologico definivo è la morte. Vista la complessità del ciclo vita del pelo, per tutti i processi di epilazione , anche quelli più duraturi , come la epilazione ad ago, devono definirsi permanenti.
Il tempo che intercorre tra l’epilazione e la ricomparsa dei peli varia a seconda del soggetto e del trattamento , da pochi mesi a qualche anno.
Vengono riportati molti casi dove , specialmente dopo l’electrolysis , i peli non sono più ritornati, ma è un risultato che non si può garantire a priori.
7- La photoepilazione richiede minimo 6 sedute. FALSO
Quando la photoepilazione  riproduce gli effetti della epilazione ad ago fin dalla prima seduta può dare risultati permanenti. E’ però vero che per la carenza delle apparecchiature o per come vengono tarate al fine di  ridurre il rischio di reazioni avverse, il risultato è spesso una riduzione dei peli soltanto parziale.
Se in funzione della risposta soggettiva e di tante altri fattori la riduzione dei peli dopo un flash è del 20% sono necessarie almeno 8 sedute per arrivare ad una riduzione del 84%.
La storia che la photoepilazione è efficace solo se il pelo è in una certa fase ( anagen anziché telogen ) anche se ha una sua ragionevolezza, non ha riscontri scientifici e sembra più che altro una scusa per giustificare i risultati parziali del trattamento.
7- Se dopo l’epilazione il pelo ricresce è comunque più esile e sottile, quindi meno antiestetico. FALSO
Anche questo argomento sembra più che altro una scusa per giustificare i risultati parziali del trattamento. Fa però parte di una aneddotica molto diffusa come quella che racconta che dopo averli rasati i peli sono più grossi. Molte ricerche sul diametro e struttura dei peli dopo la photoepilazione non hanno riscontrato alcuna variazione significativa.
Un eventuale riduzione dell’apporto sanguigno alla matrice pilifera non può essere esclusa, così come si sa che , per fortuna molto raramente, tra le possibili reazioni avverse alla photoepilazione c’è l’ipertricosi.
8- Nella photoepilazione il calore viene trasmesso dal pelo che non deve essere completamente rasato. FALSO
Il pelo è un pessimo conduttore di calore. E’ anche un pessimo conduttore elettrico, per questo l’electrolysis realizzata con la pinzetta anziché con l’ago da risultati molto scarsi.
L’efficacia della photoepilazione dipende molto dalla quantità di calore generato dal pelo quando viene colpito dalla luce all’interno dell’alveo pilifero. Quello che succede fuori è quasi irrilevante.
Con un fenomeno per certi aspetti paradossale, è documentato in varie ricerche oltre che in alcune pratiche d’uso, che la photoepilazione può essere efficace anche trattando aree dove i peli sono stati preventivamente rimossi con la ceretta.
9- Con la photoepilazione non è possibile trattare peli biondi o pelli scure. FALSO
Le tecnologie più aggiornate permettono di trattare anche peli biondi o pelli scure. E’ però vero che in queste condizioni la probabilità di ottenere una epilazione permanente si abbassa drasticamente , così come la probabilità di avere reazioni avverse si innalza drasticamente.
10- Con le nuove apparecchiature il sole non è più una controindicazione per i trattamenti di photoepilazione. FALSO
Indipendentemente da quale sia l’apparecchiatura che lo emette un flash di 20J/cm2 produce uno shock per la pelle che sommato agli ultravioletti può innescare reazioni indesiderate.
Concludendo:
Il risultato degli attuali trattamenti di epilazione è strettamente dipendente dalla competenza dell’operatore e dalla qualità dell’apparecchiatura utilizzata.

A parità di condizioni comunque la risposta ai trattamenti è soggettiva.
Sia la photoepilazione laser che quella con luci pulsate (IPL) possono indurre una riduzione permanente dei peli, ma la probabilità di ricrescita è variabile e dipende da molti fattori.
L’affidabilità delle apparecchiature sul mercato e l’accuratezza delle ricerche fatte sulla photoepilazione non sono ai massimi livelli.
Il giro d’affari era talmente allettante che la pratica della photoepilazione si è diffusa, nei primi tempi, senza adeguate ricerche e verifiche sia sulla efficacia che sulle reazioni avverse.
Rodolfo Baraldini

Riferimenti:
* sperando che a causa dell’ oltranzismo al limite dell’imbecillità dei Repubblicani USA non venga chiuso il servizio on-line della National Library of Medicine incollo il link alle centinaia di ricerche sull’epilazione e la photoepilazione.

Ricerche pubblicate nella National Library of Medicine su EPILAZIONE e LASER
Ricerche pubblicate nella National Library of Medicine su EPILAZIONE e IPL o LUCE PULSATA
Documento FDA che spiega perché con i Laser non si può parlare di “rimozione permanente dei peli “.
Documento FDA sulla pratica dell’epilazione e della depilazione
 

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